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"LA LISTA DELLE COSE SEMPLICI" DI LUCIA RENATI - RECENSIONE

Buonasera lettori! Come state?
Oggi per voi una nuova recensione! Un romanzo davvero strong, la cui lettura mi ha davvero fatto riflettere. 



Titolo: La lista delle cose semplici
Autrice: Lucia Renati
Prezzo cartaceo:€16.90
rezzo ebook: €9.99
Editore: Sperling&Kupfer
Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine: 266
Data di pubblicazione: 16 marzo 2021

TRAMA

Due sorelle gemelle, la lista delle dieci cose più importanti da fare nella vita. Un legame che supera ogni confine, un decalogo per tornare a vivere. Camilla e Sara sono gemelle. La lista delle dieci cose più importanti da fare nella vita l'hanno stilata insieme, a nove anni: arrivare a cento salti, dire la verità, baciare solo per vero amore... Quando Sara, appena undicenne, viene a mancare tragicamente, Camilla si trova a dover crescere senza la sua metà, a dover ricalcolare la rotta della sua vita. Ma come si riparte dopo un dolore così grande? Come si fa ad amare di nuovo, a fidarsi e affidarsi a qualcuno senza pensare che prima o poi, improvvisamente, potrebbe lasciarti? Così Camilla per anni relega in un angolo di cuore quel tassello di vita che però compare in ogni sua scelta e la tiene bloccata al passato. Cinica e disillusa, ora che è adulta, lavora come giornalista in una TV locale. Impermeabile all'amore di Andrea, il fidanzato devoto che prova con la dolcezza a raggiungere il suo cuore, crede che i sentimenti siano sopravvalutati. A scalfire la sua corazza ci provano anche Tea, amica d'infanzia e collega un po' fricchettona, e i suoi genitori, Walter e Teresa, che convivono con un dolore inimmaginabile senza parlarne mai. Perché perdere un figlio è una cosa alla quale non si riesce a dare un posto, né fuori, né dentro di noi. Vent'anni dopo la morte di Sara, Camilla ritrova per caso quella lista di cose semplici scritta da bambine e non riesce più a ignorarla. Il tentativo di mettere in pratica quel decalogo farà venire a galla un potente segreto di famiglia, che darà risposta alla domanda che da sempre la perseguita: «Perché io sono viva e lei no?» Ispirato alle vicende autobiografiche dell'autrice, "La lista delle cose semplici" è la storia commovente di rinascita e speranza di una giovane donna dopo una terribile tragedia.

RECENSIONE

Fu quello il momento in cui capii di avere vinto: nessuno mi avrebbe più fatto del male perchè ero impermeabile, non sentivo più niente, non avevo più bisogno di niente. Non rimbombavo più.


"La lista delle cose semplici" è un libro tratto da una storia vera in cui la scrittrice mette a nudo sé stessa e la sua storia rendendoci partecipi di un dolore che segnerà tutta la sua vita. 
Camilla ricorda la sua infanzia felice. Ricorda i pomeriggi che trascorreva con la sua gemella, i momenti sereni accanto a mamma e papà, quando la vita era semplice e tutto era un gioco. 

Indipendentemente da come poi si evolve la storia di Camilla, la contrapposizione tra l'infanzia e la vita adulta credo sia un confronto che ognuno di noi ricrea naturalmente nella propria mente. È una sensazione che rispecchia una qualsiasi persona, che a un certo punto nella sua vita, presto o tardi ha smesso di essere un bambino, non necessariamente perché si è diventati adulti. La candidezza con cui la Renati mette a nudo in questo senso le sue emozioni fa sì che il lettore si senta coinvolto in un grande senso di comprensione e appartenenza, poiché, inevitabilmente, crescendo tutti abbiamo la tendenza a lasciare indietro il nostro posto felice per dirigersi a rotta di collo verso una vita che, a volte, si rivela crudele, che non rispecchia le nostre aspettative, che ci terrorizza e ci spaventa a morte. 

Chi dice di essere felice mente. Perchè quando arriviamo in cima allo scivolo, tutto quello che vogliamo è scendere, senza farci male.

Una storia in cui  si intrecciano il senso di inadeguatezza che Camilla prova per essere sopravvissuta a una tragedia, quando invece sua sorella gemella, che ai suoi occhi era perfetta, è venuta a mancare, e il rancore che inconsciamente e consciamente prova nei confronti dei suoi genitori che non sono stati all'altezza di proteggere la loro serenità. 

Un sentimento, anche in questa circostanza, che, pur essendo nel caso della protagonista legato al lutto che ha subito, fa riflettere il lettore su sé stesso, dal momento che uno dei più grandi temi che caratterizzano le nostre esistenze è proprio il rapporto conflittuale che in certe fasi della nostra vita abbiamo con i nostri genitori. 

"La lista delle cose semplici" si rivela così essere la storia di Camilla, del suo lutto e della sua vita, ma a partire da ciò è anche uno spunto di riflessione generale sulle emozioni che ci dominano maggiormente: dolore, paura, coraggio e gioia (perché alla fine, quest'ultima anche se si fa attendere arriva sempre). 

Lucia Renati in questo romanzo è stata in grado di dare voce ai sentimenti  e alle dinamiche interpersonali più complicate, e nonostante ciò ha fatto il modo che questo libro trasudasse speranza, tenacia e rinascita.  

Un romanzo che nella forza di due genitori e di una sorella che dopo la perdita di una figlia, e della propria gemella, riescono a guardare avanti e a ritrovare la speranza che qualcosa di buono debba ancora venire, descrive la somma Grandezza di un essere umano. 

Invece della paura della libertà nessuno ne parla. Ma è lì, costante, che gira nel cervello, che si fa strada in tutte le nostre scelte che poi sono non-scelte.
Cosi diventiamo i peggiori nemici di noi stessi.

Un libro che è un invito a non dimenticare i noi sé stessi bambini, a non  tradirli e a renderci conto che, forse, fare pace con i nostri pensieri di quando avevamo ancora fiducia nella vita ci aiuterà a volerle ancora bene, a fidarci di lei anche dopo che ci ha feriti in ogni modo possibile. Tra la paura e il coraggio di cambiare rotta e di ascoltare la bambina che c'è in lei, Camilla scopre che dandole retta verrà condotta verso un'esistenza migliore di quella che stava conducendo. È proprio vero, dunque: i bambini hanno sempre ragione.


Alla prossima,

Marta


         


"VOLEVO SOLO SFIORARE IL CIELO" DI SILVIA CIOMPI - RECENSIONE

Buonasera lettori!
Oggi sono qui per recensirvi il nuovo libro di Silvia Ciompi: "Volevo solo sfiorare il cielo".
Lo stile narrativo della scrittrice resta uno dei miei preferiti in assoluto. Penso a quanta sensibilità possa avere una persona dentro di sé per trasferire su carte le emozioni in questo modo. Prima di procedere con la vera e propria recensione mi sento di dire un'altra cosa: la scrittrice è molto giovane e benché avessi amato anche i primi suoi due romanzi, ho percepito una crescita significativa nella stesura di questo suo terzo romanzo, cosa che mi ha reso molto felice, perché è sempre bello vedere crescere professionalmente qualcuno.



Titolo: Volevo solo sfiorare il cielo
Autrice: Silvia Ciompi
Prezzo cartaceo: € 17.00
Prezzo ebook: € 9.99
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 411
Data di pubblicazione: 9 marzo 2021

TRAMA

Dopo la morte della madre Emma, Clelia ha smesso di vivere. Nasconde le cicatrici sotto il trucco pesante e le magliette scure troppo lunghe, con il silenzio unico compagno delle sue giornate, da cui la musica, tanto amata da Emma, è bandita. Il giorno del suo compleanno, quando la nonna le consegna la chiave di uno scantinato che le aveva comprato la madre per allestire una web radio, Clelia all'inizio non ne vuole sapere, poi la curiosità di scoprire il suo ultimo piano ha la meglio. Ed è proprio fuori dallo scantinato, sotto il sole cocente di giugno, che conosce Lorenzo, appena arrivato all'Isola d'Elba da Roma, con i suoi ricci ribelli, la faccia da schiaffi e un sorriso arrogante. Tra i due prima è guerra aperta, poi tregua armata, infine pace che assomiglia tanto all'amore. E all'improvviso, mentre l'estate infuria e l'afa diventa sempre più opprimente, Clelia non si nasconde più e la musica torna a fare da colonna sonora ai suoi giorni. Ma la ragazza non sa che Lorenzo è in fuga da tutto, soprattutto da se stesso, e si porta dentro un terribile dolore. Una volta che i segreti di entrambi verranno svelati, la loro storia sopravvivrà ai contraccolpi della vita? Dopo "Tutto il buio dei miei giorni" e "Tutto il mare è nei tuoi occhi", Silvia Ciompi ci consegna una nuova storia d'amore spaccacuore.

RECENSIONE

Avrei voluto dirti di scappare e farlo veloce, senza voltarti indietro, che con questo posto squallido con la tua pelle bianca non ci si mischia e i tuoi occhi azzurri come il cielo ci soffocano tra tutto 'sto cemento. Diventano grigi in un attimo.

"Volevo solo sfiorare il cielo" è la storia di Clelia, uno scricciolo testardo e ossuto che si veste solo di nero e si nasconde, insieme al suo dolore, dal resto del mondo, e di Lorenzo un giovane spavaldo che trattiene segreti nel suo cuore; ma è anche la storia di tante persone che si intrecciano alle vite dei protagonisti e che, nonostante sembrino personaggi secondari, sono delle voci che urlano forte il loro dolore, il loro amore, la loro storia e che avvolgono il tempo passato, presente e futuro di Clelia e di Lorenzo.

Un romanzo che dissotterra le radici profonde di ognuno di noi, che riporta alla luce sentimenti, scenari, immagini mentali che tutti conserviamo in fondo al cuore, e che forse a volte dimentichiamo e trascuriamo. Una storia che ci ricorda da dove ognuno di noi è partito: da quando eravamo tutti dei bambini sognanti tra le braccia dei genitori e dei nostri nonni. Racconta di quanto sia difficile vederci cambiare, ritrovarci tutti più grandi e più vecchi, tanto che a volte fatichiamo a riconoscerci, ad amarci ancora. 

Ha capito che ha qualcosa dentro, che ha qualcosa addosso, che le fa male da morire, Forse perché, per la prima volta, si è fermato a guardarla davvero. Forse perché riconoscere negli altri il buio, quando il buio ce l'hai nel cuore e nella testa, è molto più facile.

"Volevo solo sfiorare il cielo" è ambientato su un’isola, ed è esso stesso un’ isola. È caratterizzato dalla gioia profonda di quando esplode l’estate e nell’isola la vita arriva e si espande a macchia d’olio, e pulsa e ogni cosa rinvigorisce; ed è caratterizzato anche dalla desolazione di quando arriva l’inverno, e con lui arrivano anche il freddo e la solitudine. 

La storia di Clelia e Lorenzo ci fa capire che in fondo siamo tutti delle isole, e quando la vita ci prende a schiaffi e ci tenta di distruggere, ci ostiniamo a galleggiare al largo da soli, ché abbiamo paura di macchiare chi ci ama del nostro dolore. 

Una vicenda che vi condurrà in una narrazione avvincente e incalzante, carica di colpi di scena e di emozioni, che a tratti vi devasteranno, ed è la ragione per cui questo libro vi resterà appiccicato addosso: delle cose facili non rimane mai nulla, di quelle difficili ci ricordiamo ogni emozione, e sono le più belle. Vi porterà in ogni luogo della meravigliosa Isola d’Elba, vi farà percepire l’amore che i protagonisti hanno per la loro isola, facendovi sentire parte di lei.

Non mi fa più paura il buio, sai ma'. Perché è la luce quella che illumina ogni stortura, ogni crepa.

Un libro che vi insegnerà a non essere ingordi, a non voler mangiare tutta la felicità del mondo per sempre, che forse uno può dire di aver vissuto davvero solo quando la Felicità, quella vera, l'assaggia e l’assapora con discrezione anche per poco tempo: solo un attimo fuggente può bastare per una vita intera; che vivere non è una questione di tempo, vivere è scegliere di essere vivo, anche solo per il tempo di una vertigine di qualche minuto in mezzo al cielo.

Un abbraccio,

Marta





"TUTTO L'AMORE CHE RESTA DI NOI" DI SILVIA CIOMPI - RECENSIONE

Buon pomeriggio lettori oggi sono qui per recensirvi la novella di Silvia Ciompi: “Tutto l’amore che resta di noi”. Vi ricordo che in questa novella trovate i protagonisti dei primi due libri scritti da Silvia: “Tutto il buio dei miei giorni” e Tutto il mare è nei tuoi occhi”, perciò se ancora non conoscete i suoi romanzi, penso che questa sia l’occasione giusta per rimediare!



Titolo: Tutto l'amore che resta di noi
Autrice: Silvia Ciompi
Prezzo ebook: € 0.99
Editore: Sperling&Kupfer
Pagine: 107
Genere: Narrativa Rosa
Data di pubblicazione: 9 febbraio 2021

TRAMA

È un giorno di sole in città e tra poco si giocherà la partita. Teschio e Bolo sono in macchina, diretti verso lo stadio, la loro grande passione comune. A un primo sguardo, nulla sembra cambiato: sono ancora loro, i due amici di sempre, eterni ragazzi pronti a fare casino. In realtà, basta guardarli meglio per rendersi conto che sono cresciuti, che la vita, con le sue responsabilità, li ha trasformati in uomini. Camille, dal sedile del passeggero, osserva un po' loro, un po' Gaia, la bambina sua e di Luca, un piccolo tornado che ha ereditato il meglio di entrambi. E intanto pensa a Gheghe, grande assente in quell'auto, ma non nel cuore di Bolo, che ne sente la mancanza ogni giorno ed è deciso a riconquistarla dopo che se n'è andata da casa senza dargli una spiegazione. O forse una spiegazione c'è, ed è tanto semplice quanto terribile: ovvero che il primo amore, se non muta e matura, è destinato a finire. Ma anche se così fosse, si può smettere di lottare per chi si ama?

RECENSIONE

Eppure loro non si muovono, restano abbracciati in quel modo. 
 Spezzati ma interi, uno nelle braccia dell’altra.

Nella novella ritroviamo i personaggi che avevamo tanto amato nei libri a loro dedicati, sbirciamo nelle loro vite e in quello che è accaduto da quando li abbiamo salutati nell’ultima pagina che di loro avevamo letto.

Li avevamo lasciati ragazzi, con cui il destino era stato troppo crudele, e li ritroviamo adulti con le nuove sfide e responsabilità che ciò comporta, ma con la forza che ha soltanto chi, la vita, almeno una volta, l’ha odiata per davvero e ora vuole solo amarla. 
In poche pagine (trattasi di una novella, infatti), Silvia riesce a trasportare il lettore completamente all’interno della narrazione - resa dinamica e coinvolgente dall'uso azzeccato di flashback - e a travolgerlo con nuove e sempre più intense emozioni. 

Lo stile della scrittrice mi piace tantissimo, lo trovo particolare: dolce e tagliente allo stesso tempo, un ossimoro vincente che lo rende inconfondibile.

Fuori da lì le stelle bruciano sulla città, il porto è pieno di luci che si specchiano sul dorso del mare. La vita batte nell’estate nera.

Dalla storia, traspare come non si debba per forza avere tutto - agi, soldi e spensieratezza- per essere felici. A volte fare i conti con due mutui, con un quartiere sgangherato e con un lavoro modesto, ma sentirsi vivi ed essere padroni di sé stessi e del proprio avvenire è molto meglio di chi fa le cose tutte in ordine e precise, “perfette” e si sente intrappolato all’interno di una trama in cui non c’è niente per cui lottare e che sa già come andrà a finire. Questa è la novella degli scapestrati, degli strambi, dei ragazzi di periferia, di quelli sbagliati, che non sono mai stati più giusti di cosi. 

È la storia di chi, cresciuto nelle difficoltà, ha fatto dei valori il proprio Credo inviolabile, di chi ne ha passate troppe per tradire le sole cose vere che restano: l’amicizia, la fiducia, la fratellanza, l’amore e la famiglia.

[...]da qualche parte dentro un’emorragia interna non la smette di divampare. È il loro rapporto che si dissangua.

Una vicenda che vi farà venire voglia di rischiare, di tirare fuori tutta la forza che avete, di lottare e anche di essere Quelli… quelli strambi, quelli là un po’ pazzi, un po’ sguaiati… un po’ folli, ma soprattutto vi farà venire voglia di provare quella meravigliosa sensazione: quella di sentire di non aver sprecato neanche un istante della vostra vita, di averla presa a morsi e gustata tutta.
Un abbraccio e alla prossima,

Marta





"NON E' MAI TROPPO TARDI" DI STEFANIA RUSSO - RECENSIONE

Buonasera lettori!
Scusate la lunga assenza. Finalmente sono tornata!
Oggi vi parlo del romanzo di Stefania Russo: "Non è mai troppo tardi". Seguitemi nella recensione per sapere tutti i dettagli del libro e la mia opinione al riguardo.


Titolo: Non è mai troppo tardi
Autrice: Stefania Russo
Prezzo cartaceo: € 15.90
Prezzo ebook: € 9.99
Editore: Sperling&Kupfer
Pagine: 240
Genere: Narrativa contemporanea
Data di pubblicazione: 14 luglio 2020

TRAMA

*Un'arzilla ottantenne che mobilita il vicinato per aiutare la fidata badante. Una storia commovente e ironica, sul valore del tempo donato e ricevuto.*

Mi chiamo Annarita, ho ottantaquattro anni e vivo nel Mostro di cemento, un anonimo complesso residenziale nella periferia di Milano, su una stramaledetta sedia a rotelle. Non si può certo dire che io sia autosufficiente, ma per fortuna posso contare sull'aiuto di Olga, una donna rumena premurosa e gentile. Ho anche una figlia, Katia, che vive proprio nella palazzina qui accanto, ma non ha più tempo ormai da dedicare alla sua vecchia. C'è una cosa, però, per cui le sarò per sempre grata: sua figlia Stella, la mia affettuosa nipotina sedicenne, la mia felicità quotidiana. Trascorro le mie giornate tra un caffè con i vicini e i romanzi che Olga mi legge, trascinandomi, di tanto in tanto, nel cortile del Mostro, dove ho conosciuto questo strambo vicinato con cui mi sono trovata a vivere: le vecchiette con cui vado a messa, Alessio - il fidanzatino di Stella - e gli altri ragazzotti con i pantaloni strappati, il giovane e instancabile Totò e don Antonio, su cui tutti possiamo sempre contare. Non ho mai visto il Mostro così animato come nelle ultime settimane, tanti vicini disposti a donare il loro tempo e altrettanti a pagare per imparare a impastare il pane o a usare il computer. Si chiama Banca del Tempo. L'idea è venuta a Stella: chi vuole può rendersi disponibile offrendo dei corsi, e il denaro raccolto dai partecipanti servirà ad aiutare la sorella di Olga, gravemente malata. Speriamo solo che non sia troppo tardi...

RECENSIONE

E, quando si annuncia, ti incazzi ancora di più, perchè il dolore è fatto solo per gli anziani,  le anime acerbe non lo meritano, non è stato progettato per loro.

“Non è mai troppo tardi” è un romanzo che conquista già dalle primissime pagine.
Lo stile dell’autrice è perfetto per la storia che narra: dolce, commovente e  ironico, riesce a sdrammatizzare i disagi che l’età anziana porta con sé.

Annarita, la protagonista del romanzo, è un’anziana signora con diversi acciacchi, ma dal carattere forte e dal temperamento deciso; nonostante questo, la sua routine quotidiana è sicuramente costellata di momenti di sconforto e di tristezza, sentimenti che affiorano nelle persone anziane che si sentono mancare le forze e che si accorgono di avere una vita alle spalle, e che la restante strada che percorreranno, sarà minore di quella già percorsa.

Leggere i pensieri di Annarita fa sbocciare nel lettore una tragica consapevolezza, che però apre gli occhi dolcemente sui problemi con cui gli anziani devono convivere tutti i giorni, e sensibilizza chi legge nel comprendere quanto la terza età possa essere scomoda, sfiancante e, a volte, anche un po’ deprimente.

La storia insegna ad essere più indulgenti verso le lamentele delle persone anziane, che secondo i nostri gusti dovrebbero sempre reagire più prontamente alla vecchiaia di quanto non facciano, ma nel  libro, resteremo fino alla fine nei panni di questa vecchietta dolce e abbacchiata e capiremo la difficoltà delle sue imprese quotidiane: azioni che le persone giovani compiono tutti i giorni, serenamente e senza pensarci, per Annarita, come per tante persone anziane, sono delle vere e proprie sfide.

Che poi, a dirla tutta, l'unica cosa che le mie suole calpestano sono i poggiapiedi della mia sedia a rotelle. Sulla terra, quella vera, chi ci mette più piede.

Quando la sua assistente domestica si trova a dover fronteggiare un momento difficile, Annarita mette da parte la sua apatia e il suo malcontento per dare tutto l'aiuto possibile a quella che ormai è una delle persone più care che ha. Prodigandosi per gli altri, Annarita riscopre la sua vita, i suoi hobby e nuove amicizie, così, dove prima non c’era nulla, senza accorgersene e senza coltivarla, dal  terreno inaridito del suo cuore sboccia la gioia; nello stesso modo in cui sboccia un ciclamino testardo, esposto alle intemperie e dimenticato da tutti.

La storia ha un’anima corale che coinvolge tutto lo sgangherato quartiere: ci sono la figlia e la nipote di Annarita, ci sono le amiche, le vecchie pettegole, la gioventù e il giovane prete. Vivono tutti in un rione poco abbiente e lo spirito di solidarietà che dimostrano l’un l’altro, (persino i più acidi), per aiutarsi a vicenda fa il modo che il lettore si senta completamente coinvolto dalla comunità e dal cuore pulsante del “Mostro” il palazzo dove tutti vivono.

Il compito di una donna è quello di procreare e, se non succede, allora significa che è difettosa, e il giudizio universale nel dopoguerra non era meno spietato di adesso.

Un romanzo che mi ha fatto commuovere, ridere e riflettere con la sua trama originale e,  soprattutto, con la meravigliosa narrazione che la Russo ci regala: coinvolgente, sarcastica e spiritosa, con un tocco di malinconia.

Alla prossima,

Marta



"LA GIUSTA DISTANZA" DI SARA RATTARO - RECENSIONE

Buongiorno lettori!
Oggi vi parlo di "La giusta distanza" di Sara Rattaro. Si tratta di un romanzo che analizza le dinamiche che possono crearsi all'interno di una relazione duratura, come un matrimonio o una convivenza, ma è anche un romanzo sul destino e su come eventi inaspettati possano cambiare il corso delle cose... ma c'è molto, molto di più... seguitemi nella recensione!



Titolo: La giusta distanza
Autrice: Sara Rattaro
Prezzo cartaceo: € 16.90
Prezzo ebook: € 9.99
Editore: Sperling&Kupfer
Pagine: 247
Genere: Narrativa Contemporanea
Data di pubblicazione: 14 gennaio 2020

TRAMA

L'aereo è al completo: una fitta trama di storie e destini casualmente uniti e allineati. Tra loro c'è un uomo che ha preso quel volo per mettere distanza tra se stesso e la sua vita: forse per fuggire, forse per capire. All'improvviso, il segnale di allacciare le cinture, un tremore che scuote tutto l'aereo, e la sensazione tangibile di precipitare. Mentre il panico prende voce e corpo tra i passeggeri, quell'uomo vorrebbe aggrapparsi con tutte le sue forze proprio alla vita che, fino a un istante prima, sentiva ormai lontana. D'istinto, cerca la mano della donna seduta lì accanto, anche lei chiusa nella sua paura. Una stretta che si fa conforto, un abbraccio che diventerà passione quando, scongiurata la fine, i due compagni di viaggio decideranno di annullare ogni distanza tra loro e condividere la notte. In attesa del mattino, di un nuovo imbarco, di una direzione da prendere e della vita che sarà ancora lì ad attenderli. Ma che potrebbe non essere più la stessa di prima. Perché a volte basta un attimo per dare nuovo senso al passato e nuova forma al futuro. Sara Rattaro disegna le imprevedibili traiettorie dell'esistenza, tra destini che invertono la rotta e coincidenze mancate per un soffio, distacchi che dilatano l'assenza e distanze che misurano il peso di un amore. Un romanzo che percorre le stagioni di una relazione, accendendo una luce su quella fase delicata e paziente in cui un sentimento trova la sua cura e riscopre la sua essenza, perché «la bellezza di un amore non è né all'inizio né alla fine, è nel mentre.»

RECENSIONE

I fisici quantistici lo chiamano «dualismo onda-particella» ed è uno dei misteri reali della meccanica quantistica. Per noi, che sia una cosa oppure l'altra, una particella oppure un'onda,  poco importa. Quello che vediamo è solo luce.

La giusta distanza è un romanzo che parla di relazioni umane, di intrecci e di seconde occasioni; di come un evento che accade nel momento giusto, nel posto giusto e con la persona giusta possa riequilibrare l’intera nostra vita.

I protagonisti della vicenda sono Aurora e Luca, due persone normali, con il loro fardello di dolori, gioie e delusioni, come chiunque di noi. Inizialmente il lettore è solo spettatore esterno delle loro vite, e non riesce a comprendere dove la storia voglia andare a parare, ma una cosa è certa sin da subito: non può smettere di leggere. Il libro è coinvolgente e scorrevole. I pensieri e le emozioni dei personaggi sono messi su carta con un’empatia e una veridicità da impedire al lettore di staccarsi dalle pagine. Con il proseguire della storia, grazie ai punti di vista alternati e al ritmo incalzante del romanzo, il lettore si identifica con i personaggi, anche quando non condivide le loro scelte, o quando li trova antipatici. Grandissimo merito alla Rattaro per questo: non è per niente semplice far agire i protagonisti in modo, a volte, eticamente scorretto e non perdere il lettore.


Si chiama legge dell'entropia. Secondo questa legge, il disordine in un sistema isolato - come un matrimonio - tende ad aumentare con il tempo in modo spontaneo e irreversibile. In questo senso, l'entropia può essere usata per indicare la direzione verso cui si muove il tempo. La separazione tra ciò che è stato e ciò che sarà.

Il libro si discosta dall’amore zuccheroso e romantico che spesso troviamo nei romanzi e ci restituisce, invece, un’immagine veritiera di questo sentimento, ci fa vedere la parte difficile, quella che chiunque conviva o sia sposato conosce. L’amore, quello vero e duraturo, non è un flirt infinito. Non è magia: è dedizione e cura di noi stessi, della persona che amiamo e della dimensione che condividiamo. La vera magia è la costanza dell’impegno che siamo disposti a rivolgere a una persona e al nostro percorso insieme a lei. La magia è come siamo disposti a crescere e a migliorare per restare l’uno a fianco all’altro. 

Sembra tutto meno romantico delle rose e dei cioccolatini, ma in realtà lo è molto di più: per la persona che amiamo siamo disposti a perdonare, a litigare (che è molto faticoso), a crescere, a metterci in discussione, a rinunciare a qualcosa, a vivere anteponendo al nostro bene quello di un altro, e questo ci rende infinitamente meglio di un flirt.

In questa storia Sara Rattaro fa vedere tutte le zone di luce di un matrimonio, ma anche tutte le zone d’ombra. Nonostante i protagonisti abbiano dei vissuti particolarmente intensi, questa potrebbe essere la storia di chiunque, ed è proprio questa normalità, raccontata con tanta franchezza a commuovere.


Rinunciare a un matrimonio non è come cedere un posto sperando che te ne assegnino uno con una visuale migliore. Rinunciare a un matrimonio è cercare di spegnere un fuoco che ha ancora troppo ossigeno da bruciare.

Personalmente, ho apprezzato molto la trattazione di un tema in particolare, che al di là di Aurora e Luca, è una delle principali cause di tensione e di malessere delle coppie e in particolar modo delle donne. Ho trovato la Rattaro molto a fuoco su questo argomento delicato e di difficile approccio. La posizione che assume è di grande equilibrio, e in questo è stato cruciale il fatto che i due protagonisti avessero due personalità tanto diverse: Aurora fragile e ansiosa, Luca calmo e riflessivo. Ciò ha permesso al lettore di restare nel mezzo e di assumere una visione globale.


Anche i più grandi matematici hanno sbagliato almeno un calcolo in vita loro.

Un romanzo che tesse le fila della vita e che, attraverso relazioni fisiche e matematiche, darà un senso ai sentimenti. Un libro che mostrerà come, a volte, gli ostacoli ci faranno cambiare direzione solo per farci prendere quella giusta. Una storia che esalta la normalità, ma che sarà in grado di stupirvi con un finale che svelerà l’intero senso del libro e che vi farà restare immensamente innamorati della vita, del dolore e dell’amore.



Un abbraccio e alla prossima,

Marta






"IL MISTERO VAN GOGH" DI COSTANTINO D'ORAZIO - RECENSIONE

Buongiorno lettori e buon inizio anno!
Oggi parliamo di un romanzo che ripercorre la vita di un grande artista, dall'immensa personalità.
Seguitemi nella recensione per saperne di più.



Titolo: Il mistero van Gogh
Autore: Costantino D' Orazio
Prezzo cartaceo: € 18.00
Prezzo ebook: € 9.99
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 256
Genere: Biografico / Arte
Data di pubblicazione: 1 ottobre 2019

TRAMA

Van Gogh era davvero un pittore reietto, un rifiuto della società? Com'è possibile che un artista capace di raggiungere oggi quotazioni da record, durante la vita non sia mai riuscito a trovare estimatori e collezionisti che acquistassero i suoi dipinti? Per rispondere a queste domande, Costantino D'Orazio ha compiuto un'indagine che ci dà un punto di vista rivoluzionario su uno dei grandi protagonisti della storia dell'arte moderna. A metà del secolo scorso Vincent junior, figlio di Theo van Gogh, ha lasciato un diario nel quale racconta la carriera, le scelte e i tormenti del suo illustre zio attraverso una prospettiva molto personale e controversa. Da quelle parole è liberamente tratto questo libro, che ripercorre un viaggio realmente avvenuto nel 1949, quando Vincent junior tocca le tappe fondamentali frequentate dallo zio. Si reca nel Brabante, in Belgio, e poi a Parigi e in Provenza, per osservare con i suoi occhi ciò che è rimasto dei paesaggi presenti nei quadri di van Gogh. Si confronta con i pochi sopravvissuti che hanno conosciuto l'artista, li interroga, li osserva. Cerca soprattutto di carpire le informazioni che svelino le risposte a quegli interrogativi a cui nessuno finora ha mai dato una risposta. Mentre scorrono le immagini delle esplosioni di colori, delle discussioni con la famiglia, degli affetti e delle amicizie che hanno costellato il percorso irrequieto di van Gogh, D'Orazio svela i segreti più affascinanti nascosti nei paesaggi notturni allucinati e nei campi dai colori sgargianti, penetra tra i rami degli ulivi deformi e incontra lo sguardo degli abitanti della Provenza di fine Ottocento. Un'indagine che, con tono narrativo, mette in discussione l'immagine del genio folle, per restituirci la visione del mondo di Vincent e far luce sul mistero van Gogh.

RECENSIONE

Cosa son io agli occhi della gran parte dell agente?[...]In breve, l'infimo degli infimi. Ebbene, anche se ciò fosse vero, vorrei sempre che le mie opere mostrassero quello che c'è nel cuore di questo eccentrico, di questo nessuno.

"Il Mistero van Gogh" è la storia di un genio incompreso che in vita non ha mai visto il successo che meritava, un reietto, un uomo mal visto, bollato come egocentrico e malato mentale. 
In questo libro biografico scritto dal punto di vista del nipote che ripercorre le tappe fondamentali dei viaggi di van Gogh, sia geografici che artistici e che cerca insieme a noi e con l’aiuto della corrispondenza epistolare che lo zio e il padre si scambiavano, di comprendere quello zio di cui ha sentito tanto parlare, con cui ha in comune solo il nome. 

Vincent junior è un ingegnere, non ha famigliarità con l’arte e di certo nessuna empatia con gli infervoramenti di van Gogh, ma durante questo viaggio dentro al cuore dello zio pittore, porterà alla luce per noi, la personalità più nascosta di van Gogh: la sua vita, la sua anima. Ci racconterà di come le sue opere hanno visto la luce, e non sarà un’analisi stilistica la sua, ma mostrerà come lo stile di van Gogh fosse una necessità del suo spirito, per esteriorizzare come lui fosse solito guardare il mondo: con il cuore, prima che con gli occhi; che la vita non è fatta solo di oggettività, anzi, piuttosto è resa viva delle emozioni che suscita in noi.

Invece di cercare di riprodurre fedelmente quello che ho davanti agli occhi, uso il colore in modo più arbitrario per esprimermi con maggiore intensità.

"Il mistero van Gogh" è un diario del pittore, scritto da qualcun altro al posto dello stesso artista, ma il risultato che produce nel lettore è quello di leggere la parte più intima dell’artista.

Un libro che sfata certi falsi miti, ne conferma altri e che descrive il famoso van Gogh in altre vesti: quelle di persona prima che di pittoreMette in luce il carattere burbero e scostante, poco avvezzo alle critiche, ma anche la caparbietà di quest’uomo che povero e senza soldi per mangiare continua a combattere per il suo sogno e per la sua essenza: dipingere. Ci illustra i progetti di van Gogh, la sua idea di pittura e la commovente dedizione e fatica che ha dedicato al miglioramento della sua mano e della sua arte.

Devo dipingere cinquanta teste solo per farmi un'esperienza, perchè proprio ora sto entrando in carreggiata. 

Mi commuovo spesso davanti ai dipinti di van Gogh, perchè evocano emozioni che, positive o negative che siano, io le trovo innanzi tutto prepotenti: ti travolgono... mi travolgono. Dopo aver letto questo libro però, non sentirò più solo i miei sentimenti, ma anche i suoi e porterò nel cuore la fatica che ha fatto per arrivare alla grande bellezza che oggi noi vediamo nelle sue tele. Penserò a lui, prima che a me, e vorrei che sapesse che ce l’ha fatta: ha dipinto emozioni.

Voglio fare dei disegni che vadano al cuore della gente, al cuore delle cose.
Alla prossima,

Marta




FAKE LOVE DI KRISTY BROMBERG - RECENSIONE

Buongiorno lettori!
Come state?
Oggi per voi, la recensione di "Fake Love" che sarà anche oggetto di un'iniziativa nel nostro blog, in collaborazione con la casa editrice. A momento debito saprete tutti i dettagli. Seguitemi nella recensione per saperne di più su questo romanzo.




Titolo: Fake Love
Autrice: Krity Bromberg
Prezzo cartaceo: € 12.90
Prezzo ebook: € 7.99
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 288
Genere: Narrativa Rosa
Data di pubblicazione: 29 ottobre 2019

TRAMA

Nella sua vita, Harlow ha conosciuto decine di uomini idioti, ma Zane Phillips, con la sua sfacciata arroganza, sembra superarli tutti. La prima volta che si incontrano, infatti, lui la scambia per la dog sitter, le mette in mano il guinzaglio dell'amato cane e, incurante delle sue rimostranze, le fa mancare un colloquio. Poi, per farsi perdonare, la invita alla festa per i potenziali investitori del suo nuovo sito di incontri, SoulM8, e Harlow, moderna Cenerentola in un castello di bugie, si ritrova a impersonare la finta fidanzata di Zane per aiutarlo a pubblicizzare il sito. Peccato che il tour promozionale comprenda la condivisione per svariate settimane di un pullman - e di un letto - con il re degli arroganti, più insopportabile che mai. Tra un evento e l'altro, tra un bacio finto e l'altro, la tensione tra i due sale e diventa una bomba a orologeria pronta a esplodere. Con risvolti assolutamente inattesi...

RECENSIONE

«[...] L'amore... l'amore è l'unica cosa nella vita che non debba essere insegnata. Ѐ e basta. [...]»


Come si dice? “Mai giudicare un libri dalla copertina”? E infatti... Io sono incappata in questo errore, cosa che una book blogger non dovrebbe mai fare. Non me ne voglia la Sperling, ma questa copertina è davvero infelice: dà l’idea di un libro superficialotto e di poca sostanza, cosa che devo ammettere non essere vera.

La storia tra Harlow e Zane è appassionata, dolce e divertente. Quella che sembra essere una relazione impossibile tra un uomo arrogante, diffidente verso i sentimenti e convinto che ogni cosa nell’universo abbia un prezzo e sia corruttibile, e Harlow, soprannominata Cenerentola, una ragazza che sembra uscita dal mondo delle favole e convinta della potenza dell’amore, potrebbe non essere così tanto surreale, dal momento che, a volte, quando ci sono di mezzo i sentimenti il confine tra finzione e realtà è molto labile.

Costretti a fingere di essere fidanzati per promuovere la nuova impresa di Zane, conosceranno pregi e difetti, paure e sogni gli uni degli altri, e si imbatteranno in più punti d’incontro di quanti si aspettassero.

«Un uomo buono saprà come gestire una donna nel suo momento di debolezza, mija. La ascolterà e cercherà di capirla. Poi, quando quel momento sarà passato, fingerà di non averlo mai visto e lascerà che lei conservi la dignità, anche se a lei sembra di averla persa. [...]»

Una commedia romantica e sensibile, squisitamente dolce, passionale e divertente. Tra colpi d’astuzia che i due si infliggeranno per salvaguardare i propri interessi e forse anche i propri cuori, nessuno dei due perderà il duello, ma capitoleranno assieme.

Un romanzo rosa... davvero rosa, con i punti di vista alternati, l’introspezione e il segreto delle emozioni, l’amore fatto di gesti semplici e con attenzioni particolari.

Nonostante la storia non sia tra le più originali, non ho notato la presenza di clichè insistenti e anzi, ho letto con particolare sorpresa e trasporto ogni pagina. Ho apprezzato lo stile e il registro, soprattutto nella narrazione dei momenti più intimi in cui tanti scrittori sfociano nel volgare, la Bromberg  mantiene la dolcezza lessicale necessaria affinchè questi passaggi abbiano un significato.

Un romanzo ideale da leggere per rilassarsi e per passare delle ore disimpegnate in compagnia di una vicenda zuccherosa e coinvolgente che vi trasporterà con la sua soavità e vi donerà spensieratezza e relax.

«Sei stupenda stasera», mormora sottovoce, e il calore del suo respiro mi investe l'orecchio.


Un bacione e alla prossima,

Marta





"L'ANNO DOPO DI TE" DI NINA DE PASS - RECENSIONE

Buongiorno lettori!
Oggi recensisco per voi "L'anno dopo di te", un romanzo intenso e commovente.
Seguitemi nella recensione per saperne cosa ne penso!




Titolo: L'anno dopo di te
Autrice: Nina De Pass
Prezzo cartaceo: € 17.90
Prezzo ebook: € 9.99
Editore: Sperling&Kupfer
Pagine: 320
Genere: Narrativa Contemporanea
Data di pubblicazione: 17 settembre 2019

TRAMA

San Francisco, notte di Capodanno. Come ogni sedicenne popolare che si rispetti, Cara si sta preparando a partecipare alla festa del secolo. Lei e Georgina, la sua migliore amica, indossano gli abiti comprati per l'occasione, si truccano come delle star e inventano una scusa per depistare i genitori riguardo la loro reale destinazione; dopodiché si precipitano a salutare l'anno nuovo in compagnia di tutti gli amici. Nel corso della serata, però, qualcosa va storto e le due amiche lasciano la festa in anticipo. Salgono in auto, imboccano l'autostrada e vengono travolte da un camion. Dopo lo schianto, Cara è l'unica a essere estratta viva dalle lamiere. Per nove mesi, la ragazza smette di vivere e rimane sospesa in una sorta di limbo, in cui a farla da padrone sono l'insonnia, il dolore e il senso di colpa. Disperata, sua madre decide di mandarla a Hope Hall, un collegio svizzero sperduto tra i monti, nella speranza che la figlia torni a essere quella di un tempo e ritrovi la voglia di vivere. Sulla sfondo incantato delle Alpi, Cara cerca di tenere tutti alla larga e di impedirsi di ricominciare, ergendo dei muri che, pian piano, vengono abbattuti dai suoi nuovi amici. E in particolare da Hector, un ragazzo affascinante, anticonformista e forse in grado di comprendere ciò che Cara sta passando meglio di chiunque altro. Più lei si avvicina a Hector, più la vecchia vita le sembra distante un milione di anni luce. Col passare dei mesi, infatti, Hope Hall ha il sapore di una rinascita, ma come può Cara concedersi la seconda occasione che a Georgina è stata negata per sempre? Un romanzo che racconta di rinascita, di empatia e del potere salvifico dell'amicizia.

RECENSIONE

Ci sono due tipi di bugie. Lo so, l'ho sempre saputo. Ma a un certo punto ho scelto di perdere di vista la differenza.

Quando dall’altro capo del telefono, di un numero famigliare, che hai composto milioni di volte c’è il silenzio, un pezzetto alla volta il tuo cuore si frammenta. Quando, nonostante ciò, non puoi smettere di chiamare perché la voce della segreteria è un mantra che ti aiuta ad andare avanti, diventi quasi dipendente dal gesto abitudinario di chiamare. Solo che ora chiami un fantasma e anteponi il passato al presente e al futuro.

Questa è la storia di Cara, del suo dolore. Della decisione presa, in parte consapevolmente, di sopravvivere, senza vivere mai davvero. Perchè lei non lo merita. Il suo senso di colpa è troppo grande, è troppo vasto. Ha invaso ogni parte del suo corpo e del suo spirito.

Il mondo mi crolla addosso, gli occhi si annebbiano e la desolazione mi travolge. Non c'è rimedio a questa tristezza. E' una tristezza senza fondo.

Arrivata alla scuola di Hope Hall, nominata “La Scuola delle Cause Perse”, un posto idilliaco, immerso nella neve, che sembra uscito da una favola e che si trova in Svizzera lontano dal suo paese natio, Cara incontrerà la vera amicizia, riuscirà a raccontare la verità su quella notte maledetta e si toglierà i pesi che le gravavano addosso ancorandola al passato e impedendole di volare verso il futuro, che una qualsiasi ragazza della sua età, merita.

Nella scuola di Hope Hall, incontrerà Hector, un ragazzo enigmatico, che dietro a un sorriso strafottente, a un’ostentata sicurezza, e a quello che sembra un innato ottimismo, nasconde l’ombra di un dramma, dal quale è difficile separarsi. Negli occhi di Cara, Hector legge una rassegnazione che gli è ormai famigliare, capisce che ancora non si è decisa: non sa se vuole vivere o morire. Si trova ancora nel limbo lugubre dell’indecisione tra il buio e la luce. Il suo cuore decide per lui e così, mosso da sentimenti di protezione prima, e da emozioni di altro genere poi, Hector riuscirà a far sorridere Cara e forse, per quanto nei suoi occhi ci sia ancora un’angoscia preoccupante, ad accendere una speranza.

Apro la rubrica, trovo il suo numero e per un momento il mio dito resta sospeso sullo schermo. Chiudo gli occhi, inspiro a fondo, poi lo cancello.

Una storia commovente, che incarna il dolore con realismo e delicatezza; che impersona l’assenza persistente di chi non c’è più, ma anche una storia di coraggio, il coraggio di chi sceglie di non scappare nonostante le difficoltà e di non giudicare, e quello di chi decide di lasciar andare l’anima di chi si ha amato, senza tenerla più ancorata qui, e si gira per camminare avanti, e non indietro, da sola, o con una compagnia diversa.



Vi mando un bacione e alla prossima,

Marta




"TUTTO IL MARE E' NEI TUOI OCCHI" DI SILVIA CIOMPI - RECENSIONE

Buongiorno lettori, oggi sono qui per recensire il secondo libro della serie di Silvia Ciompi: "Tutto il mare è nei tuoi occhi".
Ho adorato il primo (di cui potete trovare la recensione qui) e ho adorato ancora di più questo secondo capitolo. Secondo me la scrittrice professionalmente è cresciuta.




Titolo: Tutto il mare è nei tuoi occhi
Autrice: Silvia Ciompi
Prezzo cartaceo: € 17.90
Prezzo ebook: € 9.99
Pagine: 326
Editore: Sperling&Kupfer
Genere: Narrativa Contemporanea
Data di pubblicazione: 4 giugno 2019

TRAMA

Ci sono persone che vedi una volta e ti lasciano subito il segno, come se ti firmassero la pelle con il loro nome e si mischiassero alle tue molecole. Bolognini Mirko, detto Bolo, è una di quelle. Con i suoi tatuaggi sbiaditi, i ricci scombinati e il sorriso più strafottente dell'universo, è entrato nella vita di Gheghe senza avvisare, un pomeriggio d'inverno, mentre fuori il cielo grigio minacciava pioggia, e da lì non è più andato via. E Gheghe non si è nemmeno resa conto di quello che stava succedendo, troppo presa a viverla, la vita, per avere paura. Nessuno dei due aveva mai pensato che amare qualcuno potesse essere così. Così bello, così vero, così pieno di risate, di baci e così doloroso. Anche adesso che sono passati mesi dal loro addio, ogni volta che i loro sguardi s'incrociano è un cortocircuito. Come se nulla fosse cambiato e toccarsi fosse ancora inevitabile. Entrambi sanno di essere troppo diversi per stare insieme: lui fedele da sempre soltanto alla curva dello stadio, perché è lì che ha imparato a camminare, a correre, a guidare il tifo e a prendersi a pugni; lei ai suoi libri, perché è lì che ha iniziato a sognare. Ma l'amore non si può controllare, arriva dritto come un colpo ben assestato che non ti aspetti. Un amore inatteso e travolgente, che sa mordere la vita, come solo a vent'anni si può fare.

RECENSIONE


Mi lascio strappare un pezzo che gli rimane impigliato negli occhi, mischiato all'inchiostro che lo sporca, a quei tatuaggi che ormai conosco a memoria.


Le storie d’amore in cui tutto va liscio, in cui il principe azzurro arriva a risolvere ogni problema, sono un grande classico, sono molto romantiche, ma non avranno mai lo stesso fascino di due cuori pazzi, di due anime deturpate, che si incontrano per amarsi, per sopravvivere e per imparare a vivere.
Bolo, portuale dalla vita sregolata, ultrà dall’anima fervente e Gheghe studentessa di filosofia, proveniente da una famiglia altolocata, semplice, un po’ bambina. Non hanno niente in comune eppure forse è proprio questo che li rende unici: due frammenti errati di un puzzle che si incastrano a forza, che creano un disegno strano, deformato, imprevisto, ma che non vogliono più separarsi per cercare l’incastro giusto, che a loro va bene essere sbagliati assieme.

Prima di farti perdere nel buio, mi sarei privato del sole e sarei rimasto con te nella notte nera.

La trama conquista da subito il lettore per la sua originalità e la sua dinamicità fatta di flashback, di punti di vista alternati e colpi di scena; e lo stringe in una morsa di sentimenti intensi che lo sconquassano. 

Lo stile della Ciompi è uno dei più introspettivi che abbia mai letto: con metafore e paragoni raffinati riesce a descrivere in ogni più dettagliata forma e minuzia le emozioni dei suoi protagonisti e anche quelle del lettore che si identifica inscindibilmente con loro.

Ho amato questo libro dall’inizio alla fine. Ho riso, ho pianto, ho sofferto. È un libro intenso, impetuoso, a tratti struggente, che si alimenta di un amore sconfinato, contorto e difficile.

E che quel nome, Margherita, è il nome di una cosa pulita, di una cosa bianca, con una goccia di sole al centro. Senza macchie.

Il senso di appartenenza che Bolo sente per la curva e la vita da ultrà e più del tifo calcistico, è uno stile di vita, una consapevolezza, un rifugio. Il suo senso di giustizia nei confronti dei suoi fratelli permea tutto il libro e nonostante i banditi, siano considerati avanzi di galera ai margini della società da tutti, la loro lealtà è un sentimento vero, un credo, un’unione che è sconosciuta ai più dei chierichetti incravattati che li giudicano. Un bellissimo messaggio su quanto le apparenze possano ingannare e su quanto un uomo, un portuale che vive in un quartiere sgangherato abbia un cuore incasinato, ma di come sappia amare con tutta l’intensità, la rabbia e il temperamento di cui c’è bisogno nella vita difficile e crudele, di uno così.

Gheghe, con il cuore dilaniato e impaurito dai suoi traumi si riaffaccia alla vita con un coraggio fervente e che non si lascia intimorire di fronte a niente, che lei l’amore ha capito che cosa sia e non è disposta rinunciarci. Così, con un’incoscienza che solo una persona appassionata può avere, sfida la sorte e il destino. Perdona e ricomincia.

Tutto il  mare è nei tuoi occhi, Margherita, e io lo so che se non faccio attenzione, va a finire che ci affogo dentro.

Una storia su due cuori disperati, contorti e incoscienti, rotti e difettati che si spartiscono il sangue amaro, avvelenato e ricominciano da lì, che loro due separati non possono stare, che sono due metà perfette di un destino imperfetto.


Vi abbraccio,

Marta