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"IO NON TI LASCIO SOLO" DI GIANLUCA ANTONI - RECENSIONE

Buonasera lettori!
Oggi per voi la recensione di una piccola chicca! Di seguito tutti i dettagli.



Titolo: Io non ti lascio solo
Autore: Gianluca Antoni
Prezzo cartaceo: € 15.90
Prezzo ebook: € 9.99
Editore: Salani
Pagine: 288
Genere: Narrativa contemporanea
Data di pubblicazione: 28 gennaio 2021

TRAMA

L'amicizia è affrontare insieme la paura. Lo sanno bene Filo e Rullo, due ragazzini diversissimi eppure inseparabili, che decidono di scappare da casa e di avventurarsi tra i boschi, alla ricerca del cane di Filo, perso durante un temporale. Per ritrovarlo si spingono fino alla cascina di Guelfo Tabacci, uno schivo montanaro di cui si mormora che anni prima abbia ucciso suo figlio. Così, l'ingenuità della loro fuga lascia il posto ai terribili segreti del mondo degli adulti. Molto tempo dopo, nella cantina di quello stesso casolare vengono ritrovati due diari. Sono stati proprio i due amici a scriverli, consegnando a quelle pagine ingiallite la soluzione del mistero e il racconto, insieme crudo e poetico, di un'estate destinata a cambiare per sempre le loro vite. In un paesaggio dominato dal contrasto tra la luce dell'eterna innocenza e il buio del dolore, Gianluca Antoni mescola le atmosfere del giallo a quelle del romanzo di formazione. Con colpi di scena e toni delicati, racconta i rapporti tra genitori e figli, le strategie imprevedibili con cui affrontiamo la perdita, ma anche la tenacia di legami fatti per sopravvivere al tempo.

RECENSIONE

Una ventata di calore, leggero e intenso, ci colpisce. 
«Magia!» esclama. 
 «No, scienza» ribatto. 
 «Che il calore arrivi in otto minuti è scienza» dice sottovoce. «Che il sole scaldi la pelle, e ti faccia passare il freddo è magia».

"Io non ti lascio solo" è una storia che ha il sapore dei ricordi e dell’infanzia, ma ha anche il sapore della nostalgia e dell’amarezza che la vita a volte porta con sé. 

Una storia che si snocciola tra il passato e il presente, che con un ritmo incalzante conduce il lettore non solo attraverso un passato tortuoso che ha bisogno di essere svelato, ma anche nelle avventure di Filo e del suo amico Rullo, che guardano il mondo come solo i bambini sanno fare: con gli occhi più veri che esistano.

Un romanzo dove la sofferenza, quella vera e cruda, e la spensieratezza, quella che è solo convinzione,  si mischiano in parti uguali, dando risalto al sentimento di sentirsi in balia di qualcosa di più grande, che è quello che ci accompagna per la maggior parte della vita. 

La storia è resa magica dalle meravigliose ambientazioni, dalle sfumature surreali, dai personaggi improbabili che tracciano un labile confine tra realtà e fantasia, che poi è così vero che la fantasia non è reale? 
«Ma per quell’extraterrestre no». 
«No, per lui no. Per lui saremo vivi, come sono vive per noi tutte le stelle che vediamo in questo istante». 
«Fico!»
«Cosa c’è di fico?»
«Come  cosa c’è di fico, Filo!» Mi alzo di scatto, eccitato. 
«Questo ci rende immortali!»

"Io non ti lascio solo" non si può intrappolare dentro un unico genere: è un giallo, un romanzo psicologico, uno di narrativa, a volte è anche un po’ fiaba e ne conserva la poeticità dalla prima all’ultima pagina.

Sono restata folgorata da questa lettura: in un solo romanzo, lo scrittore riesce a trasmettere così tante cose, a costruire una trama e uno stile così particolari, da essermi sentita travolta da mille emozioni e mille sentimenti diversi, talvolta anche contrastanti. Credo che per farlo ci voglia una grande abilità e che ciò che contraddistingue un grande scrittore non sia solo quello che scrive sulla carta, ma quello che riesce scrivere nell’anima di chi legge e, nella mia, l'autore ha scritto parecchio. 

Perché la timidezza è solo uno scudo apparente di paura tra sé e lo sconosciuto, e che quando lo sconosciuto diventa conosciuto e abbatti lo scudo allora il timido mostra anche l’anima perché rimane senza difese.


Chi mi conosce sa che sono sempre molto critica nei giudizi che esprimo, ma questa volta non posso dire nulla se non che si tratta di uno dei più bei libri che io abbia letto negli ultimi anni. Meraviglioso. 

Alla prossima,

Marta





"LA CASA DELLE VOCI" DI DONATO CARRISI - RECENSIONE

Buongiorno lettori!
Eccoci qui, rientrate dalle vacanze, per tornare a parlare di libri.
Il romanzo di cui vi parlerò oggi è “La casa delle voci” di Donato Carrisi, un giallo psicologico di cui vi dirò tutti i dettagli nella recensione.

Titolo: La casa delle voci
Autore: Donato Carrisi
Prezzo cartaceo: € 22.00
Prezzo ebook: € 12.99
Editore: Longanesi
Genere: Thriller
Pagine: 400
Data di pubblicazione: 2 dicembre 219
TRAMA
Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l'ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l'addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall'altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un'adulta. Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un'illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un'adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio. O forse non ha semplicemente visto. Forse l'assassina è proprio lei.
RECENSIONE
Per un bambino la famiglia è il posto più sicuro della terra. Oppure, il più pericoloso.
"La casa delle voci credo" sia il miglior libro che ho letto quest’anno e sicuramente il miglior thriller che io abbia letto negli ultimi anni.
La narrazione è spettacolare, scorrevole e imprevedibile. A differenza di svariati romanzi dello stesso genere, in cui i protagonisti si muovono come pedine lungo le trame del caso da risolvere, Carrisi dà grandissima importanza ai personaggi anche per ciò che concerne il loro aspetto umano e non solo il ruolo che rivestono nella storia.
Nessuno vuole veramente ascoltare ciò che hanno da dire i bambini.
Il romanzo è scritto divinamente, con un registro e uno stile che incantano il lettore dall’inizio alla fine. Il lessico è preciso, ma non vi è l’abuso del linguaggio tecnico che spesso appesantisce i libri gialli: Carrisi trova un equilibrio perfetto, crea un connubio di umanità e risvolti noir che vi commuoveranno e allo stesso tempo vi faranno schizzare il cuore in gola. Ammetto di aver sussultato spesso, al minimo rumore, durante la lettura del romanzo, tanta era la tensione e il mio totale isolamento dal resto del mondo.
Le storie dell’ipnotista di bambini, Pietro Gerber, di Hanna Hall, una strana donna australiana venuta in Italia per farsi aiutare da lui, di un piccolo paziente e di altri personaggi che Carrisi introduce a momento debito con precisione analitica, si intrecceranno in maniera del tutto inaspettata, rivoltando il mondo del protagonista e anche quello del lettore.
Entrambi erano accomunati dal fatto che qualcuno aveva voluto arbitrariamente salvarli.
Un thriller che vi farà scoppiare il cuore già dalle prime tre pagine, che ingannerà tutte le vostre intuizioni e che tra atmosfere lugubri e colpi di scena urlerà al vostro cuore la più grande delle verità: niente, niente, niente è mai come sembra.

A presto!
Marta









"IL SENSO DEL LIMITE" DI GIANNI ZANOLIN - RECENSIONE

Buongiorno lettori,
oggi sono qui per parlarvi di un libro ambientato nella città che è casa mia e che sicuramente ha suscitato in me emozioni molto sentite proprio per questo, ma che è anche un giallo politico ben costruito e coinvolgente che catturerà qualsiasi lettore. Si tratta di "Il senso del limite" di Gianni Zanolin, edito Rizzoli.



Titolo: Il senso del limite
Autore: Gianni Zanolin
Prezzo cartaceo: € 20.00
Prezzo ebook: € 9.99
Editore: Rizzoli
Pagine: 464
Genere: Giallo
Data di pubblicazione: 17 settembre 2019

TRAMA

Quando Dino Lorenzi, il sindaco di Pordenone, viene trovato morto nel suo ufficio in un'umida alba di novembre, sembrano non esserci dubbi: si tratta di suicidio. Ma dove sono finiti il computer e i cellulari del sindaco? In Comune si respira un'aria pesante e sono troppi i dettagli che non tornano, tanti i particolari che non convincono un segugio come il commissario Vidal Tonelli. Inflessibile e brusco, diviso tra il ricordo della moglie morta e la passione per due donne diverse come il giorno e la notte, Tonelli è uno di quei poliziotti che amano la propria terra e soffrono nel vederla soffocata dal cinismo. Perché dove muoiono i sogni, nasce il delitto. Scivolando tra le pieghe dei social network, i banchi del mercato e i tavoli delle vecchie osterie per tastare il polso della gente, il commissario intraprende un viaggio in una città lacerata, divisa tra passato e modernità, che fatica a risollevarsi dalla crisi industriale e subisce il trauma di una morte eccellente, capace di terremotare gli equilibri di potere. Gianni Zanolin interroga i fantasmi di chi decide di giocare al gioco della politica, l'arte del possibile trasformata in difesa dei più forti, per la quale non sono previste riconoscenza o amicizia e tutto il resto è solo colpevole ingenuità.

RECENSIONE

Oggi ho intuito che la notte ci ha portati vicino allo zero termico ma non sotto. Dev'essere rimasta una forte umidità nell'aria: le cince sono attive, i merli litigano fra loro, l'acqua non torva ancora ghiaccio a ottundere la sua musica.

“Il senso del limite” è un giallo politico, che denuncia una classe dirigente inadeguata, un sistema malato, sporco e poco trasparente. Questo messaggio universale viene concretamente espresso usando lo scenario pordenonese. Il fatto di aver scelto questa piccola città ha sicuramente una motivazione personale da parte dello scrittore, che è nato e vissuto a Pordenone, che ama questa terra – e il suo amore trasuda da ogni pagina del suo libro - , che è stato assessore comunale per molti anni e che quindi ha un’esperienza diretta e approfondita delle dinamiche politiche al suo interno, ma oltre a questo fa crescere il sospetto nel lettore che se  in un comune così, defilato e poco influente, c’è del marcio così radicato, nella politica Nazionale vi siano situazioni ancora più allarmanti.

«Ora scuotiti dall'apatia Pordenone. Smettiamo tutti di ragionare su che cosa personalmente ci convenga e riprendiamo a cercare invece quel che conviene alla città. [...]»

Zanolin affronta i soprusi, i ricatti e gli accordi, facendo risaltare la cosa più importante, che spesso viene sottovalutata, non capita o tralasciata: l’aspetto psicologico. Un’azione riprovevole non lo è solo in base all’illegalità dell’azione in quanto tale, spesso entrano in gioco pressioni psicologiche, istigazioni, e atteggiamenti collettivi di un gruppo dominante che distruggono le persone psicologicamente ancor prima che fisicamente.

“Il senso del limite” è l’espressione di una classe dirigente reale che si nasconde dietro il volto di quella fittizia, che il popolo crede di aver votato, ma che in realtà è solo una bella maschera, marionetta nelle mani di chi regge le fila.

Un romanzo di denuncia che pone sotto i riflettori come il potere sia il fine ultimo del singolo a discapito del bene comune, facilmente sacrificabile e facilmente occultabile. Il fulcro della nostra politica è costituito da faide tra fazioni che, tra condizionamenti psicologici criminali e alleanze strategiche creano una vera e propria organizzazione in lotta per il potere.

Oggi pare che il raggiungimento di una posizione di potere personale e di gruppo giustifichi tutto. Per me no, non lo accetto. E per te, Pordenone, com'è? Come ragioni? Lo so bene: stai e starai sempre con i vincitori. Ti compatisco e ti voglio bene, ti aborro e non riesco a staccarmi da te.

Un giallo avvincente che per essere tale, non ha bisogno della dinamicità forsennata presente in altri romanzi dello stesso genere, ma che cattura il lettore attraverso lo studio introspettivo dei personaggi, le dinamiche piscologiche e l’attenzione ai dettagli necessari al commissario Vidal per avere le risposte che cerca sul suicidio del sindaco.

Alla prossima,

Marta



"FIORI SOPRA L'INFERNO" DI ILARIA TUTI - RECENSIONE

Buongiorno lettori,
Come state?
È da un po’ che vi voglio parlare di questo splendido giallo che mi ha accompagnato nelle ultime settimane. Si tratta di “Fiori sopra l’inferno” di Ilaria Tuti, edito Longanesi.
Seguitemi nella recensione per saperne di più.



Titolo: Fiori sopra l'inferno
Autrice: Ilaria Tuti
Prezzo cartaceo: € 16.90
Prezzo ebook: € 5.00
Editore: Longanesi
Pagine: 366
Genere: Giallo
Data di pubblicazione: 4 gennaio 2018

TRAMA

«Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell'orrido che conduce al torrente, tra le pozze d'acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l'esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l'inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa. Sono un commissario di polizia specializzato in profiling, e ogni giorno cammino sopra l'inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall'età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l'indagine. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura».

RECENSIONE

«Qualcuno prima o poi dovrà spiegarmi che cos’è un mostro» disse. «Li chiamiamo così, ma intanto restiamo a guardare, non riusciamo a cambiare canale perché sappiamo che sono come noi: umani. È questo che ci cattura, il riconoscere una parte di loro in noi.»

Il giallo di Ilaria Tuti è un intreccio di storie cupe, di passati nebulosi, taciuti e raccapriccianti.

Nel paese di Tavernì, sulle Alpi, si aggira un mostro, fa cose terribili, disumane. Il caso viene assegnato al commissario Teresa Battaglia, criminologa esperta, che cerca di tracciare un profilo dello spietato killer, ma ci sono troppe incongruenze, che la portano a dubitare seriamente che ciò con cui si sta confrontando sia una mente umana.

La comunità di Tavernì si chiude in un atteggiamento di omertà, che sembra essere spirito di appartenenza che la popolazione sente molto vivo, e che la porta inevitabilmente a temere gli estranei. Ma se dietro a questa chiusura ci fosse dell’altro? Se la comunità, senza neppure saperlo, celasse un segreto?

Il commissario Battaglia si troverà a combattere contro il passato, che affonda le sue radici nel presente ed erge monumenti di domande, alle quali apparentemente non c’è una risposta.

Tra le Alpi Teresa dovrà sfidare i mostri, quelli umani, e per farlo dovrà superare i suoi limiti, e risvegliare incubi che voleva lasciare a tacere nella sua anima, come fidi compagni della sua solitudine.


 «Condannati a cibarsi dell’unica cosa in grado di calmare per un po’ la fame violenta che li attanaglia.» «E cioè?» «Il potere. Il potere assoluto su un altro essere umano.»


Il romanzo offre qualcosa in più di un caso risolto, dona al lettore dei personaggi da amare, una squadra coesa, quella del commissario Battaglia, che accoglierà anche il lettore nella loro unione e professionalità.

Un uso magistrale della lingua italiana dà vita a paesaggi, intrecci, misteri e sentimenti che meglio di così non potevano fondersi.

Un giallo colto, che ha sicuramente richiesto un dettagliato studio della storia e della psicologia. Ho apprezzato infinitamente questo impegno e dedizione perché hanno reso la storia, una di quelle che restano appiccicate al cuore.

Guardò il proprio riflesso sul vetro della finestra. Vide una donna con le rughe e scarmigliata, il viso stanco e gli occhi lucidi. Era il suo viso, quello. Il viso di una guerriera.

Un libro in cui il commissario è il perno attorno al quale ruota il romanzo, una donna dai modi burberi, ma dal cuore caldo, colmo di sentimenti e di dolore, che ha contribuito a renderla così meravigliosamente empatica anche nei confronti di coloro i quali possono sembrare colpevoli, ma sono solo vittime di una vita che li ha castigati dal primo giorno in cui hanno aperto gli occhi. 



Vi abbraccio,

Marta





“PRETTY LITTLE LIARS: THE PERFECTIONISTS” DI SARA SHEPARD - RECENSIONE

Buongiorno readers, come state?
Oggi sono qui per parlarvi di un libro che mi ha piacevolmente colpita. Curiosi? 
Continuate a leggere per saperne di più.




Titolo: The perfectionists 
Serie: Pretty Little Liars #1
Autrice: Sara Shepard
Prezzo cartaceo: € 16.00
Prezzo ebook: € 7.99
Editore: D&A Planeta Libri
Pagine: 250
Genere: Giallo
Data di pubblicazione: 21 maggio 2019

TRAMA

Non bisogna essere perfette per sembrare perfette. Lo sanno bene Ava, Caitlin, Mackenzie, Julie e Parker: cinque studentesse modello della Beacon Heights High che pensano di non avere nulla in comune... almeno fino al giorno in cui scoprono di condividere un piccolo, insignificante segreto. Tutte odiano la stessa persona: il bellissimo e arrogante Nolan Hotchkiss, che ha lasciato una cicatrice in ognuna di loro. Così, durante la lezione di storia del cinema, escogitano un piano per liberarsi di lui. È soltanto un gioco ovviamente, nessuna pensa di andare fino in fondo. Eppure, quando tra i corridoi della scuola inizia a circolare la scioccante notizia della morte di Nolan, avvenuta con le stesse identiche modalità da loro immaginate, le ragazze diventano le prime sospettate. Ma se tutte si dichiarano innocenti, chi è allora l'assassino? Cercare di scoprirne l'identità non sarà soltanto un disperato tentativo di scagionarsi dalle accuse, ma anche un modo per arrivare a guardare in faccia la terribile realtà: ciascuna di loro potrebbe essere la prossima a morire.


RECENSIONE


Jeremy era ancora lì, con il casco in mano. Rimase a guardare Caitlin per un lungo istante. Quando incrociò i suoi occhi color miele e profondi, Caitlin si immobilizzò. Aveva l’impressione che riuscisse a leggerle nell’anima.


Il libro in questione è  "The perfectionists".
Si tratta di un giallo introspettivo e molto scorrevole. 
Onestamente, ho amato tutto di questo libro: lo stile e il modo in cui la scrittrice riesce a catalizzare da subito l’attenzione del lettore nella vicenda. Le cinque protagoniste sono dei personaggi bellissimi e altrettanto stupendo è stato il viaggio fatto all’interno delle loro vite, delle loro emozioni e delle loro teste. 

I sentimenti di ciascuna sono descritti con una sensibilità delicatissima che rende il lettore consapevole di ogni loro respiro.
Perfino le emozioni più negative sono state valorizzate, e il lettore si schiera automaticamente dalla parte delle protagoniste, perchè essere Umani non vuol dire essere “puliti”, provare solo emozioni idilliache, ma anche essere sbagliati, contrariati, controversi. E va bene così. A volte è giusto. A volte è giustificato.

L' intreccio si snocciola tra l’evento che ha sconvolto l’intera scuola, la morte di Nolan e invidie, competitività, complotti, nuovi amori, amori contrastati e prese in giro crudeli.


Era solo questione di tempo prima che portassero anche lei in centrale. E se perfino sua madre sospettava che sarebbe stata in grado di uccidere Nolan, perché tutti gli altri avrebbero dovuto pensare che fosse innocente?

Una storia in cui tutti sono contro tutti, ovvero, chiunque ha sempre qualcosa da perdere e quindi potrebbe essere un potenziale colpevole e quando si pensa di essere arrivati a una conclusione, a una qualche certezza, ecco che un colpo di scena riporta tutto alla situazione originale: nessuna idea su chi possa essere il colpevole. Che poi... è il solo mistero da risolvere nella cittadina di Beacon Heights ? E ancora... in una scuola dove l’obbiettivo è primeggiare a ogni costo, fino a dove si può spingere qualsiasi studente, per arrivare dove vuole?

In un romanzo a più voci, con strani personaggi e arcani che compaiono a ogni pagina, non saprete più quale intrigo vi spaventa e vi angoscia di più, non saprete scegliere chi delle cinque protagoniste è la vostra preferita, ma cosa fondamentale, non saprete scegliere il miglior sospettato. E in fin dei conti, non saprete neppure se è solo uno.


Forse era un altro buco nella memoria. Forse la vecchia Parker odiava i cimiteri. Forse le era successo qualcosa di brutto lì dentro.


Un giallo psicologico intessuto con una fitta ragnatela di ambiguità inquietanti, con descrizioni sentimentali e psicologiche acute e coinvolgenti. Non ve ne potrete più staccare. Non ne avrete mai abbastanza di questo libro, sentirete il bisogno di risolvere uno alla volta i problemi delle protagoniste e le discrepanze che mano a mano compaiono lungo le loro vite e sul caso che ha sconvolto le loro esistenze. 



Vi abbraccio, 
Marta






"LE SETTE MORTI DI EVELYN HARDCASTLE" DI STUART TURTON - RECENSIONE

Buongiorno readers, come state?

Oggi vi parlo di un romanzo che sta conquistando la maggior parte dei lettori. Si tratta de "Le sette morti di Evelyn Hardcastle" di Stuart Turton portato da noi grazie alla casa editrice Neri Pozza. Un thriller suspense che avrà fatto breccia del mio cuore oppure no? Non vi resta che scoprirlo!


Titolo: Le sette morti di Evelyn Hardcastle
Autore: Stuart Turton
Editore: Neri Pozza
Prezzo cartaceo: €18.00
Prezzo ebook: €9.99
Pagine: 526
Genere: Thriller suspense

TRAMA

Blackheath House è una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, è pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Gli ospiti sono membri dell'alta società, ufficiali, banchieri, medici ai quali è ben nota la tenuta degli Hardcastle. Diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento - la morte del giovane Thomas Hardcastle - ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. Ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da Lord Peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d'artificio. Alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a Blackheath House. Nell'attimo in cui esplodono nell'aria i preannunciati fuochi d'artificio, Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, scivola lentamente nell'acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. Morta, per un colpo di pistola al ventre. Un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. L'invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a Blackheath House e per uno di loro in particolare: Aiden Bishop. Evelyn Hardcastle non morirà, infatti, una volta sola. Finché Aiden non risolverà il mistero della sua morte, la scena della caduta nell'acqua si ripeterà, incessantemente, giorno dopo giorno. E ogni volta si concluderà con il fatidico colpo di pistola. La sola via per porre fine a questo tragico gioco è identificare l'assassino. Ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, Aiden si sveglia nel corpo di un ospite differente. E qualcuno è determinato a impedirgli di fuggire da Blackheath House...

RECENSIONE

Questo romanzo è un gigantesco rompicapo. Sono più di cinquecento pagine di indizi che l'autore ci dà capitolo dopo capitolo, ma che nonostante questo non riescono a portarci da soli ad un vera e propria conclusione. Quello che Turton ha messo insieme è sicuramente un romanzo complicato, a mio avviso in alcuni tratti decisamente pedante. 

Il nostro protagonista inizialmente non ha un nome. Si risveglia improvvisamente in un bosco, senza ricordare nulla. È giunto a Blackheath House per partecipare ad un ricevimento organizzato dalla famiglia Hardcastle, ma il nostro protagonista capisce ben presto di essere finito in un gioco crudele perché Evelyn Hardcastle verrà inspiegabilmente uccisa e lui si risveglierà ogni giorno nel corpo di un personaggio diverso, finché non riuscirà a trovare il bandolo della matassa e capire chi sia l'assassino della povera ragazza. 

"Stano camuffando da festa la commemorazione della sua morte, e hanno affidato a me il ruolo di ospite d'onore, il che mi può solo far presumere che stia per succedermi qualcosa di terribile" continua poi. "Questo non è un party, è un castigo, e ci saranno cinquanta persone agghindate di tutto punto ad assistervi." 
Sicuramente la trama è in grado di conquistare immediatamente ogni amante del genere, ma sicuramente anche quelli che preferiscono leggere tutt'altro. I personaggi, nei quali il nostro protagonista si risveglia ogni giorno, hanno tutti qualcosa da nascondere. Nel corso della storia però, la loro finta facciata si sgretolerà e verranno a galla segreti che cambieranno le carte in tavola.

Nonostante i personaggi molto interessanti però questo romanzo non è riuscito a conquistarmi. Inizialmente mi sono immersa completamente nella lettura, ma dopo il quarto risveglio del nostro protagonista ho trovato la storia decisamente noiosa. Era come trovarsi in un grandissimo labirinto e non avere mai un indizio concreto che ci permettesse finalmente di trovare l'uscita. Purtroppo è stato decisamente estenuante riuscire ad arrivare alla fine del romanzo. 


Tutti in questa casa portano una maschera.

Inoltre ci sono alcuni dettagli che l'autore lascia totalmente al caso. Turton ci racconta alcune cose verso la fine del libro, senza darcene però una spiegazione approfondita. Non ho apprezzato questa sua scelta, poiché sono cose che nemmeno un lettore con una fervida immaginazione può ipotizzare.

Voglio tutto ciò che desiderano loro. Provo i loro dolori e sono succube delle loro paure. Non sono più un uomo, sono un coro di personalità diverse.

Ho trovato molte difficoltà nel riuscire a entrare in empatia con il protagonista, sia perché si risveglia sempre nel corpo di personaggi con un'anima non pura, sia perché ci sono numerosi salti temporali che riescono solo a sballottarti da un corpo all'altro, facendoti perdere inevitabilmente il filo del discorso. Una cosa sicuramente positiva invece è l'aver trovato nelle prime pagine un elenco degli ospiti presenti a Blackheat, che ci aiuta senz'altro a destreggiarci tra i tantissimi nomi che incroceremo sul nostro cammino.

In conclusione lettori "Le sette morti di Evelyn Hardcastle" non è riuscito a entrare nelle mie corde e purtroppo la storia troppo confusa e intricata è riuscita solo a stancarmi. Devo però riconoscere l'idea originale che ha portato l'autore a scrivere questo romanzo e al messaggio finale che trasmette. Credo sia stato coraggioso e creativo. Voi avete letto questo romanzo? Sono curiosa di conoscere le vostre opinioni!


Alla prossima recensione.
Un abbraccio,
Erica



"UNO DI NOI STA MENTENDO" DI KAREN M. MCMANUS - RECENSIONE

Buon pomeriggio readers!

Finalmente oggi vi parlo di un romanzo molto particolare! Pochi giorni fa infatti ho terminato "Uno di noi sta mentendo" di Karen M. McManus, giunto da noi, in Italia, grazie alla Mondadori. Se il titolo vi ha già incuriositi, continuate a leggere la recensione per saper qualcosa di più su questa storia!

Titolo: Uno di noi sta mentendo
Autore: Karen M. McManus
Editore: Mondadori
Prezzo cartaceo: €15.00
Prezzo ebook: €7.99
Pagine: 354
Genere: Thriller/Giallo Young adult

TRAMA

Cinque studenti sono costretti a trascorrere un'interminabile ora di punizione nella stessa aula.

Bronwyn, occhiali e capelli raccolti da studentessa modello, non ha mai infranto le regole in vita sua e vive per essere ammessa a un'università prestigiosa e rendere fieri i suoi genitori.

Nate, capelli scuri disordinati e un giubbino di pelle malandato, è in libertà vigilata per spaccio di erba e sembra a un passo dall'andare completamente alla deriva.

Cooper, il ragazzo d'oro con cui tutte vorrebbero stare, è la star della scuola e sogna l'ingaggio in una grande squadra di baseball.

Addy, una chioma di folti ricci biondi e un viso grazioso a forma di cuore, sta cercando di tenere insieme i pezzi della sua vita perfetta.

Infine Simon, l'emarginato, lo strano, che, per prendersi la sua rivincita su chi lo ha sempre trattato male, si è inventato una app che rivela ogni settimana dettagli piccanti della vita privata degli studenti.

Pur conoscendosi da anni, non possono certo definirsi amici. Qualcosa li unisce, però. Nessuno di loro è davvero e fino in fondo come appare. Ognuno di loro dietro alla facciata "pubblica" nasconde molto altro, un mondo di fragilità, insicurezze e paure, ma anche di segreti piccoli e grandi di cui nessuno, o quasi, è a conoscenza.

Da quell'aula solo in quattro usciranno vivi. All'improvviso e senza apparente motivo, Simon cade a terra davanti ai compagni e muore. Non appena si capisce che quella che sembrava una morte dovuta a un improvviso malore in realtà è un omicidio, il mondo di Bronwyn, Nate, Cooper e Addy inizia a vacillare. E crolla definitivamente quando la polizia scopre che i protagonisti di un ultimo post mai pubblicato di Simon sono proprio loro. In men che non si dica, i quattro ragazzi da semplici testimoni diventano i principali indagati dell'omicidio...

RECENSIONE

Questo romanzo si è rivelato sin da subito una bellissima scoperta. Era nel mio kindle da troppo tempo e ogni volta che scorrevo i titoli presenti nel mio e-reader, immancabilmente il mio occhio cadeva su questo titolo. Così l'ho iniziato e non sono più riuscita a smettere! La storia che la McManus ci racconta è veramente qualcosa di particolare. I protagonisti di "Uno di noi sta mentendo" sono cinque: Addy, Nate, Cooper, Bronwyn e Simon, il creatore di "Senti Questa", un'app che racconta i segreti più oscuri di tutti gli studenti e per questo motivo l'unico ragazzo che viene emarginato dagli altri.
Dopo essere finiti incomprensibilmente in punizione ed essersi ritrovati tutti nell'aula dove dovranno passare l'ora insieme, ad un certo punto Simon crolla a terra davanti ai suoi compagni e muore. Il panico dilaga immediatamente e la vita dei nostri protagonisti viene stravolta, poiché Simon non ha avuto un malore, ma è stato ucciso. Chi tra di loro è il colpevole? Chi aveva uno scheletro nell'armadio che non era intenzionato a mostrare?

Ora ecco il vostro compito: collegate i puntini. Sono coinvolti tutti allo stesso modo, o c'è qualcuno che tira i fili? Chi è il burattinaio e chi è il burattino?   
L'autrice è stata bravissima nel raccontare questa storia, poiché riesce a mantenere il coinvolgimento del lettore sempre alto. Non ci sono tempi morti, ma si rimane sempre sul chi va là, in attesa di quello che potrebbe accadere da un momento all'altro. Nulla poi è come sembra. Sono certa, proprio come è successo a me, che cercherete di trovare il colpevole, ma quando penserete di esserci riusciti la McManus smonterà tutte le vostre sicurezze, facendovi tornare punto e a capo.

Ho apprezzato che i protagonisti in qualche modo fossero legati, ma che fossero comunque tutti diversi. C'è la studentessa modello, il giocatore di baseball più bravo della scuola, ma anche il teppistello con qualche macchia sulla sua fedina e la fidanzata del ragazzo più bello della scuola. Potrebbero sembrarvi tutti quanti degli immensi cliché, ma cambierete idea quando scoprirete che ognuno di loro nasconde un segreto e che le loro vite non sono per niente perfette come credono gli altri.

"Simon non dimostrava mai niente. È solo... tutti gli credevano perché non aveva mai torto. La verità veniva sempre fuori prima o poi."  
"Uno di noi sta mentendo" è un thriller/giallo young adult con delle sfumature romance che hanno addolcito la storia, rendendola completa. Anche se c'è questo mix di generi, l'autrice riesce a destreggiarsi benissimo, senza mai inciampare. Riesce a dare il giusto spazio alla storia d'amore tra i due personaggi, regalandoci dei momenti emozionanti che sono certa vi piaceranno moltissimo.

L'unico minuscolo neo che ho trovato è stato un po' il finale. A mio parere forse non troppo reale. Diciamo che l'autrice ha voluto proprio stravolgere la storia, lasciandoci a bocca aperta. Nonostante questo però, se siete degli amanti del genere, io vi consiglio il romanzo. Leggetelo se vi piacciono le storie particolari, che vi trascinano sino alla fine senza anticiparvi nulla. Sono certa che la storia riuscirà a incuriosirvi, tenendovi incollati alle sue pagine!

Forse è questa la parte peggiore, la normalità del suo comportamento per tutto quel tempo.
Fatemi sapere se avete intenzione di leggerlo!
Un abbraccio,
Erica





I GIALLISTI NORDICI? I MIGLIORI!






Chi di voi è appassionato di romanzi gialli?

Bene, io personalmente adoro i giallisti dei Paesi Scandinavi. Oggi vi parlo di quelli in cui ho avuto il tempo di imbattermi.

La prima di cui vi voglio parlare è Camilla Lӓckberg. Questa giallista svedese ha cominciato a essere conosciuta in Italia intorno al 2010, quando è stato tradotto il suo primo libro “La principessa di ghiaccio”.

La Lӓckberg, è molto brillante come giallista, ma anche come tessitrice di trame.
I suoi romanzi non sono incentrati esclusivamente sulle indagini, ma ci sono degli inframezzi in cui si dilunga a descrivere i protagonisti nella loro intimità, e questa è una caratteristica molto positiva, poiché aiuta a risollevare dal clima ansioso di un giallo, a rendere l’atmosfera allegra e a ritrovare tutti i protagonisti principali della saga, effettivamente come se le loro vite fossero continuate anche durante l’assenza del lettore: è come rincontrare dei vecchi amici. In ogni indagine sono ovviamente introdotti dei nuovi personaggi che vengono trattati con la stessa dovizia di dettagli. Questo oltre a essere un modo scorrevole per proseguire la narrazione, rendendola più simile a quella di un romanzo di narrativa che a quella di un giallo, aiuta anche a capire molto bene le dinamiche interne al caso e a infittire il mistero. Inoltre, la scrittrice è solita introdurre dei flashback che sono davvero intriganti.
Per quanto riguarda le sue abilità di giallista, esse sono indiscusse: ogni caso è molto ben articolato e l’effetto sorpresa non manca mai. Non c’è nulla di prevedibile. I suoi sono romanzi adrenalinici che tengono il lettore attaccato al libro. Io li adoro.

Ho letto fino alla sua sesta indagine, e conto di rimettermi a passo anche con le ultime, perché i suoi libri non hanno mai deluso le mie aspettative.

Per quanto riguarda altri giallisti nordici ho letto qualcosa sia di Henning Mankell che di Jo Nesbø, uno svedese, l’altro norvegese.

I casi sono eccezionalmente belli. Leggendoli mi sono chiesta svariate volte come all’interno della testa di un uomo si possano delineare delle trame così argute. Tuttavia, ho trovato lo stile di Mankell un po’ spoglio. Mi spiego meglio: il libro è scritto molto bene, il lessico impeccabile, ma è strettamente correlato all’indagine, e per i miei gusti personali è un pelino arido. Preferisco di più un romanzo strutturato “alla Lӓckberg” però in quanto alle capacità di giallista è fenomenale.

Jo Nesbø è il migliore. Superbo, a mio parere.

Sarò onesta: ho letto solo la sua prima indagine, e devo ammettere che secondo me lo scrittore ha un’intelligenza finissima, perché altrimenti non potrebbe ideare delle vicende simili.
Sono rimasta colpita dal suo primo libro, “Il Pettirosso” , per la grande capacità dello scrittore di disseminare dettagli, che sembrano irrilevanti e che forse dovrebbero anche mettere in allerta il lettore, ma Nesbø li inserisce con una tale naturalezza, che al momento chi legge non fa caso all’importanza che certe sfumature potrebbero avere, e quindi tutto resta coperto di mistero fino a che la treccia di enigmi arriva al culmine e lì si srotola e il caso si risolve, e ogni cosa detta in precedenza ha perfettamente senso, tutto torna e il puzzle è completo.

Fenomenale.

Perché ne ho letto solo uno?
Perché è impegnativo! Estremamente impegnativo. Alla fine del libro si ha la sensazione di aver risolto da soli l’indagine, però bisogna leggerlo con costanza. Per le persone che studiano e che spesso la sera sono particolarmente stanche di stare sui libri, imbattersi in un romanzo simile non è semplice. Questo sempre secondo il mio modesto parere.
Appena terminerò i miei studi nessuno mi tratterrà dall’immergermi nelle sue meravigliose indagini.

Ci sono sicuramente tantissimi altri gIallisti nordici estremamente capaci, ma ancora non ho avuto il piacere di leggere i loro libri. Per esempio, presto mi piacerebbe leggere qualcosa di  Jussi Adler Olsen.

Anche voi siete innamorati dei romanzi gialli? Avete qualcosa da consigliarmi? Vi trovate d’accordo con me su questi tre autori?

Vi mando un bacio! E vi auguro una buona lettura, di qualsiasi genere essa sia!

A presto,

Marta