"TUTTO IL BUIO DEI MIEI GIORNI" DI SILVIA CIOMPI - RECENSIONE

Buongiorno lettrici e lettori, oggi parliamo di "Tutto il buio dei miei giorni" di Silvia Ciompi. Vi aspetta una recensione super positiva, perchè questo libro, ve lo anticipo già, mi ha stregata. Continuate a leggere per sapere i punti forti di questo romanzo e della scrittrice.



Titolo: Tutto il buio dei miei giorni
Autrice: Silvia Ciompi
Prezzo cartaceo: € 12.66
Prezzo ebook: € 9.99
Editore: Sperling&Kupfer
Genere: Narrativa Rosa

TRAMA

Camille ha vent'anni, ama lo stadio nelle domeniche di primavera, con le maniche corte e le bandiere mosse dal vento, e ama la sua curva, in ogni stagione. Lì salta sugli spalti, tiene il tempo con le mani: è la cosa che ama di più al mondo. È l'unico posto dove si sente davvero viva. Ma un giorno, proprio fuori dallo stadio, la sua vita si spezza. Un'auto con a bordo un gruppo di ultras la investe.Tra di loro c'è anche lui: in curva tutti lo chiamano Teschio. Sembra il cliché del cattivo ragazzo, ricoperto di tatuaggi e risposte date solo a metà. Eppure Teschio e Camille sono come due libri uguali rilegati con copertine differenti. Due anime che non hanno fatto in tempo a parlarsi prima, a guardarsi meglio. Si sono passati accanto migliaia di volte, ma non sono mai stati davvero nello stesso posto. Lo sono ora. Ora che il dolore si è mangiato tutto ciò che Camille era.

RECENSIONE

Siamo come due libri uguali rilegati con copertine differenti. Dovevamo parlarci prima, dovevamo guardarci meglio. Ci siamo passati accanto migliaia di volte, ma non siamo mai stati davvero nello stesso posto.

Ho amato questo romanzo dall’inizio alla fine.

Per me è stato in particolar modo speciale, perché come sanno tutti quelli che mi conoscono, sono una grandissima tifosa del Milan. Adoro il calcio e mi sono molto riconosciuta nelle emozioni da stadio descritte dalla Ciompi, cose che se uno non prova, non è in grado di percepire, di comprendere né tanto meno di descrivere.

La storia tra Camille e Teschio è una storia all’insegna della disgrazia. Due vite dilaniate che continuano a ferirsi, che provano sofferenza nell’amore, perché l’amore spaventa, perché il loro è un amore strano, sbagliato, tra due persone che la vita ha calpestato e lasciato in mezzo alla strada. 

Mi sono innamorato, Camille, come fai a non capirlo? Non lo vedi che ho completamente perso la testa per te, che ti sei mangiata tutto quello che sono? Tu mi hai spezzato definitivamente e mi hai tenuto insieme.

Camille si sentiva soffocata dalle regole impostele dai genitori che non condividevano la sua "eccessiva" passione. Lei che in realtà è sempre stata una ribelle, e dopo aver conosciuto Teschio, a seguito di un incidente che le provoca gravi conseguenze, lo diventa ancora di più: soprattutto perché lei ci prova davvero a vivere, e dà una lezione di vita a tutti noi.

È un romanzo che descrive una vita ai margini della società, come può essere quella degli ultras: gente che tutti guardano con pregiudizi, alcuni dei quali forse sono anche veri, ma sotto lo sguardo che ci propone la scrittrice, la descrizione della vita degli ultras non appare come una critica, ma come un “vivi e lascia vivere” . L'ambiente della curva viene descritto come un contesto che, anche se sotto molti punti di vista è marcio, risulta essere una famiglia per chi non ne ha una. Un posto dove nonostante tutto ci possono essere dei valori.

Ho apprezzato molto come, nonostante al centro della storia ci fossero i protagonisti, trapeli l’amore per il calcio. Quell’attesa in vista della partita, il fatto di essere tutti uniti per vederla insieme, per tifare i propri colori sempre e comunque.

L’amore che unisce Teschio e Camille, è un amore intenso, in tutti i sensi: nel dolore che si infliggono i protagonisti, soprattutto a causa di circostanze inevitabili di fronte alle quale la vita li pone, e nel fatto di non poter evitare di soffrire insieme, di dividere i loro demoni, di scontrarsi, capirsi come solo loro due, che sono due metà perfette, possono fare. 

Io non ci posso stare senza di te.Però tu vattene, vai via da me, vai via dalle cose che non ti dico. Vai via velocissima, come se mi strappassi un pezzo, perché non so se ce la faccio a lasciarti andare. Non riesco a pensare più nemmeno a un giorno in cui mi sveglio e tu non ci sei. 

Ho adorato i protagonisti.
Ho adorato tutto il romanzo. Rientra tra i miei indimenticabili.

Teschio è un ragazzo che la vita ha massacrato, ma che ha la forza di tenersi stretta l’umanità e di permettersi ancora il lusso di innamorarsi, a modo suo: feroce, aggressivo, dolce, doloroso, profondo, inevitabile. Il modo in cui Camille vuole essere amata. In cui ha bisogno di essere amata, e l’unico in cui sa riamare a sua volta.

Teschio vede Camille come una ragazza dalla forza di vivere innata, cosa vera per altro, ma la potenza del loro sentimento è che sono entrambi estremamente deboli e insignificanti l’uno senza l’altro. 
Sono legati, uniti. In tutto. Nel destino, nel male di vivere, nella gioia. Per la vita.

Ho continuato a cercarti ogni notte, soffocando le urla contro il cuscino. Cercavo la tua pelle, cercavo il tuo profumo, cercavo le tue odiose sigarette sempre tra le labbra. Ti ho cercato e ti cercherò ancora, perpetuamente, perché mi hai fatto troppo male. Un male che non si cancella. Un male che divora.

La scrittrice ha tessuto in maniera impeccabile la trama, attentissima ai dettagli e questo ha dato un valore immenso al libro, che risulta essere una sorpresa fino alla fine.

Una cosa che assolutamente tengo a sottolineare è questa: penso che sia uno dei romanzi scritti meglio che ho letto negli ultimi tempi. Lo stile è stupendo. È crudo, come le emozioni e le circostanze che descrive, ma in maniera dosata, non eccessiva né volgare. Le descrizioni dei sentimenti, i pensieri dei personaggi li ho trovati davvero poetici. Ci sono certi passi che non posso descrivere in modo diverso: mi hanno ricordato la poesia. 
Le descrizioni sono meravigliose e molto empatiche, senza tuttavia essere ampollose e quindi rischiare di perdere l’attenzione del lettore. 
Quindi gradissimo merito oltre che per la storia davvero ben articolata, anche per lo stile.

Una storia travolgente in cui non esistono sentimenti sbagliati, ma in cui tutti vengono elevati allo stesso modo elogiando l’umanità in quanto tale, con le sue sfumature nere e quelle più rosee
Un inno all’amore, forse malato e ferito, ma pur sempre il più grande che si possa immaginare: quello per cui vale la pena vivere.

Un romanzo la cui crudezza spiazza e la cui dolcezza culla il lettore fino all’ultima parola di speranza.

Leggetelo, è stupendo.

Spero che la recensione vi sia stata utile.

Un bacione e alla prossima!

Marta







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